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Vincenzo Balsamo

Arte contemporanea

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  • Brindisi - 1935


Biografia

Secondogenito di sette figli, inizia la sua vita di artista, come aiutante, presso la bottega artigiana del pittore e decoratore Pietro Acquaviva. Si tratta di un’esperienza fondamentale per il suo divenire artistico. Scopre, sempre grazie al maestro Acquaviva, come nasce un quadro. S’iscrive alla Scuola d’Arte“San Giacomo” di Roma. Apre il suo primo studio in via Margutta, a Roma. Inizia a conoscere i grandi artisti che vivono nella capitale, in particolare quelli appartenuti alla cosiddetta “Scuola romana”, Mafai, Pirandello, Scipione, Afro, ma anche Omiccioli, Sante Monachesi, Guttuso, e tanti altri. Nascono dei dipinti dove i paesaggi toscani, umbri, laziali o campani si fanno intensi e interiori; la tecnica pittorica, consistente in vibranti pennellate, esalta un gioco di fantastiche tonalità. A Saint Paul de Vence conosce André Verdet, Arman e César; a Parigi incontra Picasso e Hartung. Questi incontri lo portano a maturare un’idea chiara sull’arte moderna in Europa. Incomincia a concepire i suoi paesaggi sotto una veste nuova. Le campiture colorate si scompongono sempre più, quasi a diventare astratte. È un processo evolutivo che solo successivamente, negli anni ’70, vedrà completata la trasformazione del suo fare espressivo. L’artista è oramai proiettato ad una nuova forma del rappresentato. Volge la sua ricerca verso il cubismo, attratto da una sintesi sempre maggiore. I piani prospettici, i volumi, gli oggetti s’intersecano e quasi si smembrano, senza però perdere l’omogeneità e il fattore colore. Balsamo si immedesima sempre più nella sintesi, volgendo lo sguardo verso l’astrazione vera e propria, quasi geometrica. Ritornano a comporsi quelle campiture colorate che avevamo lasciato con i suoi paesaggi degli anni ’60, ora, senza nessun cenno di figurazione e divise, ognuna, da un segno nero che diventa filo della memoria. Alla fine degli anni 80 nascono tele, anche di grande dimensione, nelle quali il segno si è fatto minuzioso, difficile e di forte richiamo lirico-surreale. Ha finalmente trovato, dopo oltre trent’anni di dure sperimentazioni e sacrifici, il suo mondo personale, concreto ed essenziale.



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